I paesaggi del III millennio
quali paesaggi, quale verde sostenibile per domani.

 “Bisogna avere una visione del futuro del paesaggio, senza paura di trasformare. Trasformazioni responsabili e sostenibili, con uno sguardo al domani ma lungo le direttrici del passato”. Questo in sintesi il monito lanciato da Biagio Guccione, professore ordinario del Corso di Laurea in Architettura del Paesaggio e coordinatore del Master in Paesaggistica dell’ Università di Firenze. Alla domanda su quali scenari siano auspicabili per i paesaggi del domani, Guccione risponde che per prima cosa è necessario superare la dicotomia conservazione/sviluppo che troppo spesso muove le azioni dei progettisti: per i paesaggisti non dovrebbe esistere.

Biagio Guccione durante il Convegno

Il sistema vincolistico non solo non è sufficiente a garantire la conservazione del paesaggio evitando la speculazione edilizia, ma anzi imbriglia i territori entro regole aprioristiche che ne escludono le porzioni non di eccellenza. Se quindi i vincoli sono un modo per “mettersi la coscienza a posto” e non hanno altri effetti che l’immobilismo, quali dovrebbero essere le regole della trasformazione del paesaggio? La peculiarità della scienza paesaggistica, a differenza, ad esempio, di quella delle costruzioni valida in ogni luogo, è l’ inapplicabilità di un modello univoco per tutti i territori. Non esistono regole universali per il paesaggio, ma bisogna di volta in volta fare i conti con la realtà specifica, che si modifica nel tempo e nello spazio e rende ogni trasformazione subordinata al luogo e al momento storico in cui si agisce.

Concept e viste di Parco di Schinkel Elland, Amsterdam.

Le indicazioni per conciliare conservazione e sviluppo di un territorio si devono riconoscere dal passato, dai tanti passati che inevitabilmente segnano un luogo, fisicamente e culturalmente. E’ attraverso la lettura storica, il riconoscimento dei caratteri di un territorio, che si può giungere ad elementi di innovazione, progettando un paesaggio di qualità ed organizzandone la gestione, vera centralità di ogni trasformazione. Per fare fronte alla crisi di risorse economiche odierna, inoltre, è necessario uscire dall’ottica che interventi di qualità debbano essere costosi e recuperare la dimensione della semplicità, abbassando il più possibile i costi di manutenzione. Semplice, sostenibile, in linea con la storia: queste le parole chiave per i paesaggi del terzo millennio.

Fattoria di Amastuola Puglia, Fernando Caruncho

Articolo di Laura Malanchini



09.LUG.2013      Autore: Redazione
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