TESTIMONIANZE DI UN ARCHITETTO ITALIANO
Stefano Boeri_Architectural Flops
Festa dell´architetto 2015

Effetto Maddalena – Maddalena Effect chi di voi lettori è stato alla Biennale di Architettura 2014 avrà sicuramente speso qualche minuto a osservare il video appena citato, in cui l’architetto Stefano Boeri cammina solitario tra i fantasmi delle proprie creazioni, raccontando i fatti del progetto realizzato per il G8 del 2009. Con lo stesso video l’architetto milanese ha iniziato la sua conferenza Architectural Flops durante la Festa Dell’Architetto 2015, tenutasi alla Fiera Marmi e Macchine di Marina di Carrara.
I fallimenti dell’Architettura Italiana sono spesso trattati come eventi di cronaca, poche volte sono gli stessi professionisti a raccontarli in prima persona. Boeri con il video e con il suo intervento ha voluto raccontare questa esperienza, che si é trasformata per lui da momento di grande valore professionale a fallimento con cui fare i conti ancora a distanza di anni.
boeri1_ph G. Menconi
La costruzione del complesso progetto di riqualificazione dell’Arsenale della Maddalena, realizzato in vista del G8 del 2009, Boeri lo racconta cosi: «É una vicenda che si consuma in un tempo rapidissimo e che lascia una scia drammatica di sperperi, d’immoralità, una scia di aspetti tragicomici, ma che nel complesso, si valuta, ha tolto all’investimento, che è stato, se si considera anche l’investimento fatto su L’Aquila, un terzo dei trecento milioni investiti nella realizzazione della sede del G8; utilizzati in modo improprio, per pagare commesse che non sono mai state portate a termine, stornate in modo illegale attraverso truffe, attraverso giri incontrollati di soldi pubblici. Solo nel 2010, quindi un anno dopo la conclusione del G8, che come sapete si è tenuto a L’Aquila, la magistratura ha fatto emergere la responsabilità di un gruppo di dirigenti pubblici dello stato italiano e di alcune aziende private che erano state di fatto complici di questo lavoro».
L’architetto prosegue riflettendo sull’importanza di quel progetto: «era un’idea importante, di costruire attraverso un grande evento, in realtà, un insediamento utile per quella parte dell’Italia, con un grande polo marittimo polivalente, con un albergo, con una zona di provveditorie navali, con un grande porto di 700 posti barca, con una zona anche per le riparazioni, quindi con una zona che chiamava anche lavoro per le imprese locali, e con una scuola […] questo progetto che è stato poi completato, il che ha reso ancora più paradossale la decisione di […] spostare il progetto a L’Aquila, è oggi un progetto di fatto completamente abbandonato. Sono passati sei anni, il progetto nelle sue parti principali non è stato collaudato, […] le bonifiche dei fondali non sono mai state compiute, questo ha fatto si che il porto non abbia mai aperto i battenti, quindi non sia mai potuta entrare un’imbarcazione e che tutte le strutture […] il centro congressi, l’albergo principale, la zona delle riparazioni navali, la zona delle provveditorie, siano state abbandonate a se stesse e dopo anni di totale incuria siano oggi in condizione di grande degrado […]».
boeri2_ph G. Menconi
Come affronta l’architetto, un insuccesso di tale peso, come potrebbe non manifestare il proprio dissenso nel vedere un’opera, conclusa in pochi anni, trasformarsi da volano di sviluppo a rappresentazione di un sistema in cui il denaro pubblico é stato sprecato, un sistema in cui la truffa fa da padrona. Perché se un’opera del genere era stata portata a termine, non è stata utilizzata per altri scopi, messa in funzione, almeno collaudata per darle una seconda opportunità?
Consapevole di aver preso parte, anche se non volontariamente, ad un’operazione fallimentare di grande scala, Boeri va avanti riflettendo sui propri fallimenti, a voce alta in modo da elaborare la propria condizione di professionista con delle responsabilità: «Credo che sia importante fare i conti con un’esperienza come questa […] ragionare su un sostanziale fallimento, non accontentarsi di un ruolo che pur non mi sarebbe difficile riconoscermi, di vittima, perche questo è stato per me anche un evento di grande complicazione economica […]; penso sia importante fare i conti con il proprio ruolo, in una situazione cosi eccezionale come é; stata quella del G8 de La Maddalena».

L’architettura è sempre rappresentata in modo epico, come successione di successi, spiega Boeri, ma non si ha quasi mai la voglia di ragionare sui fallimenti, sulle contraddizioni, sugli insuccessi, come invece fanno molte altre categorie di professionisti che sono abituati a mettere in discussione gli esiti del proprio lavoro. «Credo che raccontare una vicenda come questa possa essere utile, perché ci spinge a fare operazioni importanti» conclude Boeri, ponendo l’attenzione sull’importanza del confronto tra professionisti su progetti realizzati e soprattutto sui quelli che non hanno funzionato, raccontando anche quegli aspetti meno gloriosi dell’architettura, ma che ne fanno comunque parte, avendo il coraggio di sottoporre i propri progetti a un processo di «falsificazione».

Articolo di Paola Pavoni
Foto di Gabriele Menconi



01.LUG.2015      Autore: Redazione
CONDIVIDI