Alla scoperta del micromondo
La macrofotografia naturalistica per conoscere ed apprezzare la natura

Abbiamo chiesto a due giovani fotografi appassionati esperti di macrofotografia naturalistica di illustrarci quella che non è solo una tecnica fotografica che permette di ottenere forti rapporti di ingrandimento di soggetti piccolissimi, ma anche un modo diverso di osservare, conoscere ed apprezzare il mondo che ci circonda.

Chi sono questi soggetti di questo tipo di fotografia?

I protagonisti per eccellenza sono fiori e insetti. Per fotografarli non occorre recarsi in luoghi lontani, spesso e volentieri scattiamo le foto migliori nei nostri giardini o negli incolti vicino a casa, alle prime luci dell'alba.

Quando e come possiamo fotografarli?

I periodi migliori per fotografarli sono sicuramente la primavera o la calda estate, ma non escludiamo del tutto anche la stagione fredda.

Prima di impugnare la macchina fotografica impariamo ad osservare più da vicino i fiori e gli abitanti che li popolano; la presenza di fiori ed erba alta, corsi d'acqua e stagni, aumenta le probabilità di incontrarli.

Se nelle ore più calde della giornata notiamo farfalle che volano, grilli che cantano, api e bombi che ronzano, abbiamo trovato il luogo ideale.

Sympetrum fonscolombii - Foto di Alice Lorenzini
(Sympetrum fonscolombii - Foto di Alice Lorenzini)

Per realizzare al meglio le nostre foto torneremo in quel luogo molto presto, prima che il sole sorga. A quell'ora ci troveremo davanti ad uno scenario del tutto diverso: non aspettatevi di vederli muovere o volare, tutto sarà immobile e silenzioso, ben nascosto anche all'occhio più accorto. Gli insetti diurni, prima del calar delle tenebre si posano sui rami e trascorrono la notte rimanendo immobili, in attesa di essere nuovamente scaldati dai raggi del sole.

Soltanto facendo molta attenzione riusciremo a scovarli: quelle che inizialmente sembravano foglie possono rivelarsi le ali chiuse di una piccola farfalla, così come alcuni coleotteri si mimetizzano perfettamente nell'erba alta. Cerchiamo tra l'erba e i rami, sotto le foglie, i sassi e i tronchi, facendo molta attenzione a dove mettiamo le mani per non disturbarli ed evitare morsi o punture da altri animali.

Di cosa abbiamo bisogno?

Per ritrarre fiori e insetti in tutta la loro bellezza ci serviamo di una lente macro ma possiamo ottenere buoni risultati anche con un obiettivo con minima distanza di messa a fuoco. Se il nostro budget è limitato possiamo cavarcela con lenti addizionali close-up o tubi di prolunga per le ottiche già in nostro possesso. Indispensabile, per questo tipo di fotografia, è il cavalletto, che ci permette di ottenere scatti molto nitidi e curati anche in condizioni di luce scarsa.

La messa a fuoco viene eseguita manualmente, perchè risulta più precisa e affidabile su soggetti di dimensioni così ridotte. La sensibilità ISO va mantenuta bassa per ottenere foto più pulite e con minor grana. Regoliamo il diaframma, quindi la profondità di campo, in base all'effetto che vogliamo ottenere: teniamo presente che con diaframmi aperti avremmo sfondo più sfocato e minor profondità di campo, mentre i diaframmi più chiusi daranno uno sfondo meno uniforme ma una maggiore profondità di campo sul soggetto.

Lycaenide - Foto di Alice Lorenzini
(Lycaenide - Foto di Alice Lorenzini)

Esistono diversi modi per scattare una foto ad un insetto: è possibile fotografarlo direttamente sul ramo o filo d'erba sul quale viene trovato, oppure può essere “spostato” su un altro posatoio appositamente scelto da noi, questo per migliorare l'estetica dello scatto. Al mattino presto infatti gli insetti sono immobili e intorpiditi dalla notte appena passata, quindi non si muoveranno né voleranno via, e ci concederanno tutto il tempo che ci serve per realizzare le nostre foto. In ogni caso l'insetto deve essere trattato e maneggiato con cura e con il massimo rispetto, senza spaventarlo o recargli alcun tipo di danno. Se per migliorare la composizione del nostro scatto volessimo sostituire il posatoio, ossia il rametto che lo ospita, con uno migliore, basterà avvicinare i due rami per invitare l'insetto a passare da uno all'altro, senza doverlo afferrare e forzare con le nostre dita. Manteniamo un atteggiamento tranquillo, evitando conversazioni ad alta voce e bruschi movimenti.

Macaone, Papilio machaon - Foto di Giacomo Checchi
(Macaone, Papilio machaon - Foto di Giacomo Checchi)

Per quanto riguarda i fiori invece, esistono molti modi per poterli fotografare: possiamo ottenere inquadrature interessanti abbassandoci, per esempio, alla loro altezza o riempiendo l'intero fotogramma con un dettaglio o un particolare dei petali o dei pistilli. I fiori ci permettono di realizzare foto molto creative ma come sempre dobbiamo agire nel massimo rispetto evitando di rovinarli, strapparli o reciderli al fine di ottenere una bella foto. Lasciamoli lì, a vivere dove sono cresciuti.

Noi macrofotografi siamo amanti e osservatori della Natura e la viviamo nel pieno rispetto.

Papavero comune, Papaver rhoeas - Foto di Giacomo Checchi
(Papavero comune, Papaver rhoeas - Foto di Giacomo Checchi)

Foto di copertina: gen. Sympetrum di Giacomo Checchi

 

Articolo e foto di Giacomo Checchi e Alice Lorenzini

http://www.lunaephoto.com



21..2014      Autore: Redazione
CONDIVIDI