TAVOLA ROTONDA SUL LIBRO "URBAN BEAUTY"
Intevengono Gabriele Paolinelli, Francesco Ghio, Guido Murdolo, Sergio Givone

Il 7 maggio 2014 si è tenuta, presso il Caffè Letterario Le Murate a Firenze, la presentazione del libro URBAN BEAUTY di Anna Lambertini. La serata è stata una occasione, per chi lavora nel settore dell'architettura del paesaggio, per nuovi spunti ma, soprattutto un momento di sensibilizzazzione per chi invece non si interessa professionalmente al tema specifico, ma è comunque attento al tema della città e del territorio. Nei diversi interventi, dei presenti alla tavola rotonda, è emerso un tema comune di “resistenza alla bellezza”.

Anna Lambertini nel presentare la propria opera afferma che “il libro nasce dall'idea di creare un luogo di incontro in forma cartacea”, una collezione di esperienze che attraverso la raccolta di 44 progetti catalogati in sei sezioni differenti, vuole essere quasi un manuale dell'architettura del paesaggio nel presente ma con una visione proiettata nel futuro. Proprio da questo ultimo concetto si apre l'intervento del prof. Gabriele Paolinelli, il quale fa cadere l'attenzione su due aspetti fondamentali. Il primo vede i paesaggi come testi della storia dell'uomo. Questi raccontano attraverso la loro struttura e la loro morfologia come l'uomo ha vissuto quei luoghi e come la tradizione non debba essere intesa con un sentimento nostalgico ma “funziona nel presente guardando al passato, proiettandosi nel futuro”. Nel suo intervento Paolinelli sottolinea che l'architettura del paesaggio riesce a rendere praticabili e visibili spazi e funzioni che non erano percettibili. Il secondo tema su cui il relatore pone l'attenzione è quello degli spazi aperti, spesso intesi come vuoti da colmare. La percezione che si ha di questi “vuoti” è quella del vuoto temporale, all'interno dei quali ci sembra quasi di perder tempo. In realtà gli spazi aperti hanno un grande potenziale a diversi livelli, da quello sociale a quello ecologico-ambientale ed anche economico. Queste due riflessioni del prof. Paolinelli costituiscono a suo avviso il pregio maggiore del libro, il quale ci mette davanti a una serie di progetti e di spunti con i quali si può quasi “giocare” e si possono sperimentare progetti di traformazione.

Il tema centrale torna ad essere quello della bellazza non intesa come ornamento ma, come afferma il prof. Sergio Givone riprendendo il pensiero di Socrate, di vita nella bellezza e quindi di vita nella città, resistendo alla “bruttificazione” delle nostre città e andando a ricostruire quel rapporto e quell' equilibrio, ormai perso, tra città e campagna attraverso azioni strategiche. E quali sono le azioni migliori, conclude il prof. Francesco Ghio, se non quelle che coinvolgono direttamente le comunità, portando alla luce la passione che ogni cittadino possiede nel suo intimo nei confronti della propria città e della propria terra. Proprio da questa passione nascono interventi di rigenarazione urbana, di parchi pubblici di quartiere e nuove proposte di orti urbani.

L'invito per tutti gli architetti paesaggisti è dunque quello di rivolgere questi interrogativi alle amministrazione, affinchè possano promuove nuove iniziative di inteventi urbani e sul territorio, avvalendosi dei migliori attori che una città possiede: i propri cittadini.

 

a cura di Nicoletta Cristiani



14.MAG.2014      Autore: Redazione
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