Architettura eremitica e paesaggi culturali
Report del IV convegno internazionale tenutosi presso il santuario di La Verna

Si è concluso, presso il Santuario della Verna (Arezzo) un interessante ed affollato Convegno internazionale di studi sull’Architettura eremitica e sui paesaggi culturali ( 18-22 settembre), il cui obiettivo è l’acquisizione e la diffusione delle informazioni attualmente disponibili su tale fenomeno in area europea e mediterranea. Tra storia e religione, questo fenomeno ha lasciato nel tempo una quantità di testimonianze che sono spesso concretizzate in interventi architettonici di notevole interesse, che hanno in qualche modo influenzato ed accompagnato, come nel caso del territorio della Toscana, sia lo sviluppo delle città che del paesaggio rurale, costituendo una maglia insediativa particolarmente importante anche per le aree territorialmente più periferiche, a partire dai crinali dell’Appennino, per giungere alle zone più remote della Maremma.

Roccaforte del Santuario

L’ampiezza e la dimensione del fenomeno, come è apparso evidente raccogliendo i contributi di tutti gli studiosi che hanno partecipato alle quattro edizioni di questo meeting internazionale, impone un confronto che esuli dalla dimensione nazionale coinvolgendo esperti provenienti da vari Paesi europei ed extra-europei. In particolare, durante le giornate del Meeting di quest’anno, è emersa l’intenzione da parte dei promotori (Stefano Bertocci e Sandro Parrinello, DIDA, Università di Firenze) di collocare la ricerca sulle architetture eremitiche in stretta relazione con la complessità del contesto paesaggistico in cui tali edifici religiosi sono stati realizzati. L’influenza della Convenzione europea del Paesaggio, ratificata da 22 Paesi europei nel 2006, sulla necessità di “ridefinire” il concetto di “paesaggio culturale”, offre la possibilità di diffondere nell’opinione pubblica una nuova concezione del “patrimonio”. Esso non riguarda più soltanto la definizione “puntuale” del bene architettonico e monumentale, bensì riguarda la complessità del sistema di relazioni che tale “bene culturale”ha stabilito nel corso dei secoli con le “trasformazioni” del Paesaggio e del sistema connettivo con altri sistemi insediativi ad esso riferibili.

foto del convegno

A questo proposito, il Prof Manganaro dell’Università di Messina, ha messo in evidenza come il Monastero benedettino di S. Michele Arcangelo a Brolo , nell’area Nebroidea della Sicilia settentrionale, sia al centro di un complesso sistema di “grangie”che organizzavano la vita non solo monastica ma anche quella produttiva da parte dei cenobiti “Basiliani”, che vivevano all’interno del Monastero. Tale attività antropica, a lungo sedimentatasi nella valle Nebroidea, ha configurato un paesaggio e un sistema di relazioni territoriali (viabilità, granai, pievi, ricoveri agricoli) che ha arricchito la “resilienza” del Territorio ed ha permesso di trasferire tale patrimonio “alle generazioni future”,ovvero a tutta la moderna Comunità. Riflettendo su tale esempio, si comprende facilmente quanto più estesa e complessa sia la nuova definizione di patrimonio, così come appare evidente come la nozione di “sostenibilità” sia strettamente connessa alla capacità di resistenza di ciascun territorio di “conservare ed arricchire” tutte le biodiversità presenti, sia quelle di origine naturalistica, sia quelle di origine antropica e culturale.

foto del convegno

 

Da questo punto di vista, il Prof Bertocci ha messo in evidenza come il censimento analitico dei complessi architettonici eremitici ( ad oggi, nell’area mediterranea il gruppo di ricerca ne ha censiti circa 1200), il disegno ,il rilievo e il monitoraggio di paesaggi culturali e sistemi paesaggistici, la ricerca storica e archivistica connessa con lo studio delle fabbriche costruttive dei complessi architettonici, rappresenta un formidabili contributo a rivalutare ed arricchire l’enorme “ eredità patrimoniale” che le civiltà dei popoli Mediterranei hanno consegnato alle nostre generazioni.

Articolo di Enrico Falqui



28..2013      Autore: Redazione
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